Gli attacchi dei miliziani di Al Shabab in Kenya

Gli attivisti di Al Shabab vogliono colpire il Governo per vendetta. Il Kenya non vuole territori instabili ai suoi confini. Ma chi ci va di mezzo è il settore turistico e gli investitori.

 

Nairobi, 17/06/2014

I clamorosi attacchi dei miliziani di Al Shebab nella cittadina costiera di Mpeketoni e Poromoko, nel distretto di Lamu, sono l’ennesima dimostrazione che in Africa è in corso uno scientifico tentativo di penetrazione dell’estremismo islamico. Ormai tutta la costa orientale del continente deve fare i conti con questo problema, non solo il Kenya. Questi ultimi due eventi, sono gli ultimi di una serie.  Anche a Zanzibar sono recentemente accaduti atti terroristici.

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Gli attacchi in Kenya sono fatti con una precisa logica politica, quasi con scientifica determinazione. Innanzi tutto per vendetta. Il Kenya è stata una delle nazioni determinanti nella sconfitta militare degli Shebab in Somalia. Quest’ultimo paese infatti è determinante per il futuro del Kenya che non vuole territori instabili ai suoi confini.

Il Kenya ha un grande progetto per la costa del distretto di Lamu. Vi vuole fare arrivare una linea di oleodotti, una strada e una ferrovia che trasportino i minerali preziosi della regione del Grandi Laghi. E un terminale petrolifero che convogli il greggio del Sud Sudan. Per non parlare dei numerosi importanti investimenti sulla costa, ad opera di imprenditori Italiani, soprattutto legati al settore turistico ed immobiliare.

Il modo migliore per sconfiggere queste forme di estremismo è continuare a frequentare il Paese, facendo veramente capire alla popolazione locale (ma già lo sanno…) l’importanza del settore turistico e gli investimenti legati ad esso. Troppa gente vive in povertà. Saranno loro i primi a ribellarsi alla legge del terrore e noi dobbiamo aiutarli con i nostri mezzi, non certo fuggendo dal Paese.