Europa: esempi di moneta unica dall’Africa?

 
 
Malindi, 29/12/2014
 
 
Alcuni modelli ed esperimenti provenienti dall’Africa, utili all’Europa: ecco come la speranza arriva dai posti più improbabili del mondo.
 
 

C’è stato molto interesse in Africa riguardo l’integrazione regionale, compresa quella monetaria, nel corso dei decenni seguiti all’indipendenza.

Per le economie dei Paesi Africani in più rapida crescita al mondo, i loro capi di stato stanno cercando di garantire un futuro di crescita sostenuta e duratura. Un progetto di unione monetaria dunque, sembra essere in voga in questi ultimi anni in East Africa.

Tuttavia, il concetto di unione monetaria è (forse a ragione…), percepito come intrinsecamente imperfetto.

Come possono essere legati assieme Paesi con politiche di governo e risultati economici molto diversi fra loro, a una politica monetaria comune?

La storia recente dell’Unione Europea sta offrendo un esempio poco incoraggiante…

Zero-Euro

Comunque sia, la zona dell’Africa occidentale monetaria denominata WAMZ (che comprende Gambia, Ghana, Guinea, Liberia, Nigeria e Sierra Leone) ha impostato il suo indirizzo per introdurre una moneta unica, l’ECO, a partire dal 2015.

L’intenzione è che la nuova moneta, in futuro, potrebbe fondersi con il franco “West African” CFA per creare una moneta comune per molti Paesi di quella parte di Africa.

Nel frattempo la Comunità dell’Africa orientale (EAC), che comprende il Burundi, Kenya, Ruanda, Tanzania e Uganda, ha a sua volta annunciato la propria proposta per una moneta comune.

La prospettiva di una moneta unica in EAC, dopo l’approvazione del blocco commerciale dei piani, per armonizzare le politiche monetarie e fiscali e stabilire una banca centrale comune nel corso dei prossimi 10 anni, è ormai una realtà che si sta concretizzando.

Una unione monetaria nel EAC sarà interessante – in quanto fornirà una valuta più stabile in termini di potere d’acquisto – mentre saranno ridotti al minimo la volatilità delle valute e le pesanti fluttuazioni, grosso problema per gli investitori.

Una moneta comune, in grado di eliminare i costi di transazione, rapidi pagamenti transfrontalieri, in grado di rendere gli investimenti e il movimento delle persone più facili e sostenibili.

Purtroppo, uno dei principali fattori che ha ostacolato il progresso economico dell’Africa nel corso degli anni è stato lo scarso scambio commerciale intra-regionale, attualmente solo circa il 12%.

Comunque sia, data la dimensione relativamente modesta delle singole economie, l’armonizzazione della valuta potrebbe svolgere un ruolo molto significativo nel crescente commercio intra-africano.

Il libero flusso di capitali, sia a livello regionale (e più esplicitamente rimesse finanzarie dall’estero), continueranno senza dubbio a svolgere un ruolo fondamentale nel contribuire a sostenere e guidare lo sviluppo della nuova comunità monetaria.

Mentre è corretto affermare che l’EAC sarà una nuova frontiera per l’esplorazione di petrolio e gas attirando maggiori livelli di investimenti stranieri, a fronte di una unione monetaria, i grandi e piccoli investitori in altre attività – oltre ad essere di grande aiuto – sono e saranno i benvenuti dai vari Paesi per la possibilità di offrire lavoro alla popolazione locale.

Chissà se alla fine avremo da prendere lezione di economia dai nostri amici Africani, noi che ci vantiamo di essere Europei…